- Research Article
- 10.36166/2531-4920-a034
La gestione delle terapie semintensive respiratorie in epoca COVID-19. Il ruolo delle Pneumologie italiane
- Nov 23, 2020
- Aipo-Its
La Pneumologia Italiana ha svolto un ruolo centrale nella risposta sanitaria di contenimento della pandemia da SARS-CoV-2 moltiplicando sforzi, assistenza specialistica respiratoria e disponibilita di posti letto per i pazienti con polmonite da COVID-19. L’efficacia dell’intervento pneumologico e stata possibile principalmente grazie alla presenza e all’esperienza pluriennale delle Unita di Terapia Intensiva Pneumologica, integrate a livello ospedaliero nelle Unita Operative Complesse di Pneumologia. A meta maggio erano stati trattati e dimessi dalle Pneumologie italiane circa 10.000 pazienti, di cui il 42% trattato con ventilazione non invasiva (erano l’82% a marzo in piena pandemia) e il 17% con ventiloterapia invasiva. Le unita semintensive respiratorie hanno avuto un ruolo strategico nel raccordare l’attivita tra le Rianimazioni e le Unita Operative Complesse a piu bassa intensita. Il 22% dei pazienti ricoverati in Pneumologia e stato trasferito dalle Rianimazioni (step down), mentre l’11% e stato, a seguito di un aggravamento clinico, trasferito dalle Pneumologie alle Rianimazioni (step up). L’esito clinico di questa gestione e stato particolarmente positivo: la mortalita generale dei pazienti COVID-19 ricoverati nelle Pneumologie Italiane e stata pari al 12%, ovvero molto simile a quella che si registra nei reparti di medicina generale durante i mesi invernali. Questi dati confermano che per essere veramente efficace, la ventilazione non invasiva deve essere effettuata da personale medico specializzato esperto, nel caso specifico gli specialisti Pneumologi. Esiste sul territorio nazionale una rete pneumologica che puo assicurare una rapida risposta nell’evenienza di una seconda ondata di polmoniti da COVID-19, o comunque nel caso in cui sia necessario il trattamento di pazienti critici respiratori, incrementando e riconvertendo l’attivita verso una particolare patologia come gia si e verificato con buoni risultati durante la prima fase della pandemia COVID-19. I posti letto pneumologici, presenti in DEA di I e II livello, gia impegnati nell’attivita routinaria di assistenza ai pazienti critici e alla ventilazione, sono circa 920: essi dovrebbero rappresentare un primo nucleo, rapidamente disponibile, dei 4.225 posti letto di tipo semintensivo previsti nel Dispositivo Ministeriale. Le Societa Scientifiche pneumologiche italiane ritengono che la valorizzazione delle competenze pneumologiche non rappresenti semplicemente un riconoscimento dell’impegno e del contributo della Pneumologia italiana nella gestione dell’epidemia da COVID-19, ma sia anche un’opportunita unica per tutto il Servizio Sanitario Nazionale per implementare rapidamente un’efficiente risposta di cura per tutti i pazienti affetti da patologie respiratorie.
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