- Research Article
- 10.54103/1972-9901/29346
Federica DA MILANO, Linguaggio e coscienza. L’espressione linguistica della soggettività
- Sep 10, 2025
- Atti del Sodalizio Glottologico Milanese
- Chiara Meluzzi
Lo studio della referenza pronominale ha una lunga tradizione all'interno della rifles sione linguistica occidentale.A partire da von Humboldt e poi, in seguito, con Benveniste, non si potuto prescindere dal considerare l'interconnessione tra le prime due persone indicate con "io" e "tu": la dimensione dialogica del linguaggio, infatti, non pu che metterci di fronte al fatto che ciascun attante passi dall'identificarsi prima come "io", nel momento dell'enunciazione, e poi come "tu", nel momento in cui diventa ascoltatore (Da Milano 2023: 32).Questo ruolo asimmetrico e alternato delle prime due persone, per usare di nuovo le parole di Benveniste (1958), chiama in causa altre considerazioni di natura non solamente linguistica ma anche filosofica e, pi recente mente, psicologica, in particolare per quanto riguarda lo sviluppo linguistico del bam bino e il modo egli acquisisce la capacit di comprendere, prima ancora di produrre, questa alternanza sistematica tra "io" e "tu" a seconda dei ruoli conversa zionali durante l'interazione.In questo senso, gli studi di acquisizione linguistica e di psicolinguistica hanno evidenziato l'esistenza interlinguistica di un baby talk in cui le prime due persone pronominali vengono spesso sostituite da referenti nominali; inoltre, recenti lavori di linguistica dei corpora hanno evidenziato come nel parlato rivolto ai bambini (child-directed-specch) i pronomi "io" e "tu" siano decisamente pi frequenti e contribuiscano alla migliore acquisizione anche dei verbi che li accompagnano (Laakso, Smith 2007).In questo complesso quadro, il volume di Federica Da Milano propone una prospet tiva maggiormente olistica, abbracciando una riflessione interlinguistica e filosofica, con accenni all'acquisizione linguistica e alla pragmatica, ma offrendo al con tem po un confronto nuovo e, per certi versi, inedito tra lingue e teorie linguistiche occidentali, a partire dagli studi sull'indoeuropeo, e lingue e studiosi dell'Est e Sud-Est asiatico, con partico lare enfasi sul giapponese.Innovativo anche l'oggetto centrale del volume, ossia la marca di soggettivit: se, come gi anticipato, non mancano gli studi linguistici e interlinguistici legati ai pronomi e al loro uso, una riflessione focalizzata solo sull'e spressione dell'"io" linguistico stranamente poco frequente, come non manca di evidenziare la stessa Da Milano in apertura del suo volume.Se assumiamo che la funzione principale linguaggio sia quella dialogico-comunicativa, va da s che nella conversazione non possa esserci un "io" senza un "tu".La riflessione sullo sviluppo diacronico, ma anche sui significati e gli usi pragmatici delle prime due persone si pone quindi come congiunta, pur se l'autrice riesce sempre a far prevalere l'analisi della prima persona, mantenendo quindi la riflessione sulla soggettivit come oggetto privilegiato dell'escussione dei dati e della discussione teorica.
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